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martedì 21 maggio 2013

Il CARICATORE


Torno sul problema “carichi ADR”, di estrema attualità:
Il carico di merci pericolose richiede l'adozione di particolari accorgimenti che, sebbene estranei alla circolazione in senso stretto, sono tuttavia ad essa legati da un rapporto di propedeuticità rispetto alla sicurezza della circolazione su strada.
Di riflesso è di fondamentale importanza la professionalità e l’esperienza di chi ricopre il ruolo delicato di CARICATORE.
Ai sensi dell’art. 1, lettera ‘D’ del D.Lgs. 286/2005, il CARICATORE è l’impresa che consegna le merci al vettore, curando la sistemazione delle stesse sul veicolo adibito all’esecuzione del trasporto.
L’ Euro Contrôle Route (ECR), associazione di 14 paesi europei per il controllo dei trasporti su strada, osserva che il 25% di tutti gli incidenti di veicoli commerciali in Europa sono causati da carichi non adeguatamente ancorati.
Più di 2300 incidenti all'anno sono dovuti alla scarsa sicurezza del carico.
Non è banale sottolineare, quindi, quanto sia importante caricare bene il veicolo!
Il problema è sentito perché le sanzioni, specialmente all’estero, sono pesanti e perché in caso di sinistro con possibili lesioni, le responsabilità e le sanzioni sarebbero anche di natura penale. 
IL CONTESTO NORMATIVO
L’art 7, comma 7 del D.Lgs. 285/2005 statuisce:
“Il  caricatore  e'  in  ogni  caso  responsabile  laddove venga accertata  la  violazione  delle  norme in materia di massa limite ai sensi  degli articoli 61 e 62 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285 e  successive  modificazioni,  e  di  quelle  relative alla corretta  sistemazione  del  carico  sui veicoli, ai sensi dei citati articoli 164 e 167 dello stesso decreto legislativo”.
Il paragrafo 1.4.3.1 - ADR identifica, a sua volta, quelle che sono le responsabilità di questo operatore collegate al carico del veicolo e in particolare al punto ‘c’ ammette:
“Il caricatore, deve osservare le condizioni relative al carico e alla movimentazione quando carica merci pericolose in un veicolo, in un grande container o in un piccolo container”.
Nelle ‘condizioni’ relative al carico (disposte al capitolo 7.5 ADR), il nuovo ADR 2013 inserisce il riferimento all’applicazione della norma EN 12195-1:2010 per un corretto ancoraggio dei carichi:
“le prescrizioni di questo paragrafo, si considerano rispettate se il carico viene stivato conformemente alla norma EN 12195-1:2010”.
(Di questa norma tecnica ho già fatto cenno in precedenti post osservando anche, che la sua stretta applicazione sta creando qualche problema alle aziende, ndr).
Anche nel trasporto intermodale il problema del carico è molto sentito, difatti la firma del caricatore deve essere tassativamente apposta, ad esempio, in calce al documento di trasporto marittimo (Multimodal Dangerous goods form).
Alla luce di quanto sopra esposto, diventa ancora più importante definire con certezza (a volte potrebbe non esserlo) chi svolge in azienda l’importante ruolo del carico delle merci.
Evidentemente, ci riferiamo al caso di presenza in azienda di un terzo che svolge le attività di gestione magazzino.
Può tornare utile allora, andare a leggersi la Circolare nr. 17277/23.4.12 del 19/07/2011 MIT che cosi afferma:
“Nel caso in cui la movimentazione delle merci all’interno del magazzino sia affidata a terzi  e costituisca oggetto di un contratto scritto, ai fini della individuazione della figura del caricatore, si dovrà valutare se tale contratto preveda espressamente l’obbligo, per chi effettua la movimentazione, di consegna della merce al vettore e la sua sistemazione a bordo del veicolo.”
Naturalmente, il trasportatore, che a prima vista potrebbe sembrare estraneo al gioco delle responsabilità, nello specifico, deve invece vigilare sulle operazioni di carico ed evitare di mettersi in viaggio se il carico non è sicuro.

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