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venerdì 1 giugno 2007

01/06/2007: parte il REACH!

IL REACH E' IN VIGORE!
Da oggi entriamo in una nuova era per quello che riguarda il mondo delle sostanza chimiche.

La "rivoluzione" disegnata dal nuovo Regolamento (CE 1907/2006) REACH è partita!
Il REACH (acronimo inglese di registrazione valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche) impone ai produttori e non più alle Autorità pubbliche l'onere di dimostrare che il prodotto è sicuro e non danneggia la salute e l'ambiente.
La nuova Agenzia, prevista dal regolamento, con sede a Helsinki, dovrà sorvegliare su REACH è sarà pienamente operativa entro il 01/06/2008, data fissata per l'inizio delle operazioni di registrazione delle sostanze chimiche.
(Si evidenzia che proprio da oggi è on-line il sito dell'Agenzia all'indirizzo: http://ec.europa.eu/echa/home_en.html)
Il primo obbligo a partire da oggi, per le imprese produttrici, è quello di aggiornare le schede di sicurezza dei prodotti ( trattasi di aggiornamenti formali di non particolare complessità, anche se onerosi sul piano organizzativo). La notizia dell'ultima ora riguarda la pubblicazione sulla GUUE del 29/05/2007 nr. L 136, delle rettifiche approvate al regolamento REACH. Il nuovo testo va a sostituire il precedente pubblicato sulla GUUE del 30/12/2006 e quindi quello che entra in vigore stamane è il testo "corretto" della normativa.
Riporto l'interessante commento di Riccardo Bresci, imprenditore pratese, apparso ieri su PRATOBLOG, quotidiano on-line di Prato e provincia:
"..come imprese chimiche che realizzano e commercializzano prodotti per l'industria tessile siamo pronti per questa prima scadenza, alla quale di fatto abbiamo dovuto ottemperare già da qualche tempo», commenta Riccardo Bresci, imprenditore chimico, membro del consiglio direttivo dell'Unione industriale pratese. «I problemi veri, per noi ma anche per le imprese tessili, si presenteranno quando il Reach andrà a regime. Oggi noi chimici siamo in grado soddisfare esigenze dell'industria tessile che vanno nel senso di una crescente specializzazione e frammentazione, conseguenti i piccoli lotti delle commesse attuali. Col Reach però questa nostra flessibilità verrà compromessa, e rischia di non essere né gestibile in tempo reale né sostenibile economicamente». Le preoccupazioni della filiera tessile per il Reach è determinata anche dalla constatazione che, a fronte di normative europee estremamente restrittive per i prodotti realizzati nel nostro continente, non altrettanto scrupolo viene applicato nei confronti dei prodotti tessili (e non solo questi) di importazione dai paesi terzi. Il paradosso - secondo l'Unione - è che la Ue, mentre va ben al di là del necessario nel richiedere ai prodotti europei la massima salubrità e conformità ambientale, non si decide a varare la normativa sull'etichettatura di origine. Da un lato quindi si tartassano i produttori europei con adempimenti eccessivamente onerosi, e dall'altro si consente - di fatto - l'accesso nella Ue di merci quantomeno dubbie.


immagine: www.aias-sicurezza.it

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