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sabato 7 ottobre 2006

La logistica delle merci pericolose

Con il workshop dedicato alla “Logistica delle Merci Pericolose” tenutosi venerdì 15 settembre, ospite della sede milanese di Federchimica, si è concluso il ciclo di incontri preparatori a SITL ITALIA, la prima fiera italiana del Trasporto e della Logistica che si terrà a Verona dal 24 al 26 Ottobre 2006.

Ancora una volta, nel caso delle merci e dei rifiuti pericolosi, come in quello dei prodotti farmaceutici o dei prodotti alimentari, si è potuto verificare che il tema del trasporto e più in generale della logistica, è ritenuto sempre più importante per l’industria.

Tenuto conto dei rischi particolarmente elevati che il trasporto di questa categoria di merci rappresenta per l’uomo e l’ambiente e dei volumi assai significativi che essi raggiungono (secondo i dati forniti da Federchimica costituiscono il 6-7 % del traffico merci totale italiano), questa evoluzione delle mentalità e dei comportamenti imprenditoriali è senz’altro positiva.

La maggiore sensibilità dell’industria chimica alle problematiche di trasporto è stata, anche in parte, provocata, nel caso dei prodotti pericolosi, dalla legge D.L. 282/05 che ha introdotto la responsabilità condivisa del vettore, del committente, del proprietario e del destinatario delle merci nei confronti dei rischi materiali e sociali derivanti dal trasporto. Di fatto, chiamati a rispondere delle negligenze e dei comportamenti scorretti dei trasportatori, i produttori e gli utilizzatori di prodotti chimici ed energetici hanno dovuto farsi carico del problema del trasporto dei loro prodotti.

L’impegno delle imprese di chimica si traduce in molteplici iniziative che mirano a creare e migliorare le modalità e la sicurezza del trasporto delle merci pericolose. Si concretizza ad esempio nell’importante operato del Comitato Logistico di Federchimica presieduto da Francesco Carciotto che ha dato vita ad una decina di gruppi di lavoro e raggruppa oltre 150 imprese partecipanti.

Inoltre Federchimica gestisce e promuove dal ’98 il S.E.T., Servizio Emergenze Trasporti, che ha quale missione l’assistenza sul piano tecnico e operativo alle forze dell’ordine nel corso di interventi suoi luoghi di incidenti nei quali sono coinvolte merci pericolose. Dopo vari accordi siglati con le Ferrovie dello Stato e le autorità marittime internazionali, il S.E.T. è in discussione con Autostrade per l’Italia al fine di estendere sempre più la copertura del suo intervento.

L’attenzione delle imprese chimiche al tema del trasporto si manifesta inoltre attraverso il sostegno della Federchimica al trasporto combinato mare/gomma, ferro/gomma . Il trasporto combinato, per la configurazione del territorio italiano, per la presenza sul nostro territorio di numerose gallerie che rappresentano rischi elevati per le merci pericolose (l’Italia è seconda in Europa soltanto alla Norvegia per numero di gallerie) e per il continuo aumento dei costi dei carburanti, rappresenta una soluzione importante per il futuro.

I primi risultati concreti sono già stati registrati sul piano normativo. Ad esempio il D.D. del 18.11.2005 ha semplificato le procedure relative al trasporto delle merci pericolose sui veicoli imbarcati su traghetti, estendendo le norma ADR al trasporto marittimo. Numerose altre disposizioni legislative come lo stanziamento di 240 milioni di euro (in 15 anni) per la promozione delle autostrade del mare o la creazione del Fondo per la contribuzione agli investimenti per lo sviluppo del trasporto merci su ferrovia, sono positive.

Ma lo sviluppo del trasporto intermodale, come complemento e non alternativo al trasporto su gomma, richiede ancora molti impegni da parte di tutti gli attori della filiera se si considera che esso non supera l’1% del trasporto merci su ferro allorché il trasporto delle merci pericolose rappresenta oggi il 6 % del totale del trasporto merci su gomma,..

Tra le iniziative più importanti di Fedechimica, vi è senz’altro la promozione delle certificazione di qualità delle imprese di trasporto che rappresentano al momento la soluzione più efficace per garantire la sicurezza del trasporto delle merci pericolose e permettono inoltre, alle imprese industriali, di assolvere al loro specifico obbligo di “diligenza qualificata” prevista dal D.L 286/05 nel svolgimento delle operazioni di trasporto. Sia le certificazione ISO 9000 e ISO 14000 che la valutazione SQAS (Safety and Quality Assessment System) del CEFIC, permettono in effetti ai committenti del trasporto di merci pericolose e di carburanti, di alleviare in parte la loro posizione di corresponsabilità nei confronti dei trasportatori. La responsabilità rimane, per esempio, per quanto riguarda gli eventuali vincoli di date ed orari di consegna delle merci che essi potrebbero imporre al trasportatore a scapito delle sicurezza, ma i produttori industriali non sono più chiamati a rispondere degli errori commessi dal trasportatore se questo è in possesso delle certificazione citate.

Bisogna tuttavia ricordare che la certificazione ISO 9000 e la valutazione SQAS hanno soprattutto consentito alle imprese di trasporto che li hanno adottati di razionalizzare i propri modi di funzionamento e di migliorare di molto la qualità del loro servizio. Esistono oggi in Italia alcune imprese specializzate nel trasporto di merci pericolose e idrocarburi di medio/grande dimensione come COMMISSIONARIA INTERTRASPORTI o CAM (CONSORZIO AUTOCISTERNISTI MESTRE) che gestiscono flotte di 150 o 200 camion dotati dei sistemi di sicurezza attiva e passiva più moderni e guidati da conducenti qualificati, addestrati e soprattutto culturalmente preparati al trasporto delle merci pericolose.

La cultura della sicurezza e la formazione degli autisti sono in effetti in questo momento uno dei punti più importanti per il trasporto merci. L’arrivo di un numero sempre maggior di autisti provenienti di paesi stranieri che non hanno una adeguata preparazione circa le merci pericolose e la mancanza di formazione continua da parte delle imprese di trasporto più piccole, rappresentano una criticità del settore, unita all’interrogazione sulla capacità dell’Italia di sviluppare efficacemente il trasporto intermodale e la capacità delle imprese italiane di logistica e trasporto di raggiungere una taglia critica sinonimo di competitività e professionalità.

Nel campo delle merci e dei rifiuti pericolosi come in pochi altri, il dialogo tra tutti i partecipanti alla filiera (produttori e utilizzatori industriali, operatori di trasporto su gomma, ferro e mare, gestori di infrastrutture e istituzioni ) si rivela quindi essenziale e questo dialogo tra offerta e domanda è, appunto, lo scopo principale che si è prefissato SITL ITALIA.

fonte:articolo tratto dal sito Areapress.it
immagine:www.sitl.it

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