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domenica 24 settembre 2006

Classificazione rifiuti pericolosi e ADR

Nel corso della riunione congiunta ADR/RID/ADN, tenutasi a Ginevra dall’11 al 15 settembre 2006, è stato presentato un documento contenente il resoconto delle riunioni del gruppo di lavoro sul trasporto di rifiuti pericolosi ed i risultati di tali riunioni.
Pur non essendo stata adottata alcuna decisione definitiva, la riunione congiunta ha invitato il gruppo di lavoro a proseguire la discussione: la prossima riunione del gruppo di lavoro avrà luogo all’inizio del 2007.

La proposta di base
L’approccio generale seguito è quello di prevedere una classificazione per default secondo lo schema di seguito illustrato (NdR: lo schema si riferisce ai rifiuti solidi; un sistema analogo è stato sviluppato per i rifiuti liquidi).

Va comunque notato che questo schema NON si applica alle materie:
- esplosive (classe 1)
- esplosivi desensibilizzati della classe 3 e della classe 4.1
- autoreattive della classe 4.1
- piroforiche della classe 4.2
- perossidi organici (classe 5.2)
- infettanti (classe 6.2)
- radioattive (classe 7)

In assenza di informazioni i rifiuti (solidi) pericolosi verrebbero dunque classificati come:

UN 3134 SOLIDO IDROREATTIVO TOSSICO, N.A.S. gruppo di imballaggio I

dal momento che questa classificazione è considerata la più conservativa.

Qualora si possa escludere la presenza di materie tossiche i rifiuti potrebbero essere classificati come:

UN 3131 SOLIDO IDROREATTIVO, CORROSIVO, N.A.S. gruppo di imballaggio I

e, proseguendo, escludendo la presenza di corrosivi:

UN 2813 SOLIDO IDRORETTIVO, N.A.S. gruppo di imballaggio I

ed escludendo la idroreattività:

UN 3087 SOLIDO COMBURENTE, TOSSICO, N.A.S. gruppo di imballaggio I

e, seguendo la stessa logica, si passa successivamente ai numeri ONU:

3085
3190
1325
3178
1479
2928
3290
3124
2930
2811
3288
3095
2921
3261
3260
3263
3262
1759
3088
3190
1325
3178

La logica è dunque quello di escludere man mano la presenza di sostanze caratterizzate da un elevato livello di pericolosità.

Ne riparleremo in futuro.

Fonte: Orange Project

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